Archivio per la categoria ‘spostamenti’

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“Non posso troppo parlare…

1 aprile 2011

…ci sono uomini armati sotto casa. Ci sentiamo dopo”

Sperèm.

Diretta flash da Abidjan.

Speriamo che ‘sta storia finisca in fretta, e bene.

E adesso che c’è la vittima ONU  - e europea – accennano alla guerra anche i nostri meravigliosi giornali. Chapeau per la tempestività.

Dove siete stati gli ultimi quattro mesi?!

 

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l’orchestra del titanic

31 marzo 2011

Due giorni che manco e mi ritrovo l’esercito alle porte di Abidjan, fuggi fuggi (del) generale, e sui giornali nostrani fanno bella mostra di sé i soliti sgallettati che – onestamente – non so davvero perché paghiamo. E tanto.

Poco interesse verso i “soliti” africani che fanno le loro “solite” guerre etniche? o saranno tribali? e non si vede neanche un machete, che razza di guerra etnica è? che ne parliamo a fa’?

Resto basita e inorridita vedendo quanto sia ignorata la guerra civile – crisi post-elettorale? – ivoriana dai media italiani. Capisco che faccia molta più scena andare a ripulire Lampedusa in due giorni, ma – ideona! – se si avvisassero i giornali che quel milione di sfollati ivoriani potrebbe arrivarci, fra un po? magari scoprirebbero un nuovo mondo. Magari scoprirebbero un esercito in disfatta, un arringatore di folle che si rifugia in un’ambasciata per sfuggire alla rabbia di quelli contro cui ha aiazzato migliaia di giovani solo una settimana fa. Magari scoprirebbero un capo maggiore dell’esercito che si rifugia in un’altra ambasciata, un ex presidente che per non alzarsi dalla poltrona ha scatenato tutto questo. Ha condannato a morte, alla tortura, alla fuga un milione di persone. Magari lo scoprirebbero, se guardassero almeno i giornali europei.

Magari lo farebbero sapere anche rue de la canebière, dove lunedi ancora non avevano aperto le finsetre per vedere che succedeva fuori, fra l’altro. Pare fosse tutto normale.

Magari dentro. Fuori, vabbe’.

informatissima farnesina, che dire

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ci voleva…

25 febbraio 2010

il mio ritorno!

Spuntano le foglie, arrivano gli uccelletti, sbocciano i fiori…vabbe’, non sono un granché come poesia.

Dalla casa di ghiaccio nella città delle scale, scongelata temporaneamente grazie al febbrone da cavallo – che per una piccoletta come me non è poco – torno al mio caro blog.

Salterò commenti sulla ridente città che mi ospita, per il momento.

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la città delle scale

14 ottobre 2009

E così eccomi sistemata nella città delle scale. E degli ascensori. E delle salite, cela va sans dire.

Un altro trasloco, meno melodrammatico dell’ultimo, devo ammettere, una nuova città. Una nuova vita.

Ma certo come inizio…

arrivo nella città delle scale (ascensori ecc). Alle sei di mattina, una notte in pullman. Che bei momenti. Mi sistemo su una panca della stazione, in attesa che si facciano le dieci e mezza. Alle undici ho appuntamento per prendere le chiavi della nuova casa. Eh si, organizzazione impeccabile, mi danno un’altissima formazione e mi trovano pure la casa. Accidenti.

Però poi

Alle dieci e venti squilla il telefono. Oddio, chi sarà mai? Anonimo…penso il fidanzato (ma che non si dica in giro) voglia farmi un salutino mattutino nella nuova città. Macché. Invece è un giovane uomo, ben più giovane del fidanzato (ma che non si dica), e con uno spiccato accento della città delle scale (ascensori blablabla). C’è stato un imprevisto, spostiamo l’appuntamento in una grande piazza. Vabbe’, sono cose che capitano. Incontro le mie coinquiline, arriva il giovane uomo e…la casa non c’è più! Puf! Andata! Sparita! Affittata a qualcuno altro. Ma non mi avevano messo una fretta frettolosissima perché confermassi il minuto prima che mi chiamassero?

E così passiamo la prima mattinata dell’altissima formazione a guardare improbabili stanze in affitto, facendo su e giù per la città delle scale (…). Il pomeriggio iniziamo pure l’altissima formazione. Senzatetto ma istruite, eh. In un battibaleno siamo diventate i casi umani della classe. Tutti che ci vogliono adottare come trovatelli. O cuccioli, non so.

Alla fine finiamo all’ostello per la gioventù (sic!). In cima alla città delle scale. A questa veneranda età, poi.

Bene, ho capito perché non ho mai girato il mondo zaino in spalla dormendo dove capitava. Non sono tipo da ostello. Da B&B magari si. Da albergo semipulcioso, forse. Da capanna, anche. Da minimonolocale di otto metri quadri, pure. Ma da ostello no. Proprio no. Ognuno ha i suoi limiti.

E così proseguiamo l’altissima formazione conducendo una tripla vita: studiose metà giornata, giratrici di stanze in affitto l’altra metà, ostellanti di notte.

Ma alla fine abbiamo trovato un tetto. E pure un letto. Singolo. Senza nessuno al piano di sotto che si agita tutta la notte (ebbene si, camerata da otto letti e pure al piano di sopra del castello, che bei momenti).

E finalmente rieccomi qua a scrivere. Fingendo di appassionarmi all’altissima formazione, che, a dire la verità, nonostante il titolo altisonante non mi pare sappia essa-stessa-altissima-formazione dove voglia andare a parare.

Per intanto però ho qualcosa da fare per un anno o quasi.

Per intanto però ho pure di nuovo rimandato il viaggio dal fidanzato (…).

Per intanto però posso ricominciare a fare progetti, e non mi pare poco.

Per intanto però mi sono persa una marea di commenti sul nostro adorato presidente, ma almeno non sputtano l’Italia.

Oddio, mi sa che sto ricominciando…

Meno male, va.

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gabbie salariali/4

10 agosto 2009

e poi, certo magari al sud la vita costa meno, ma che vita?

trasporti pubblici? comprati la macchina

sanità? se ti manda Picone

lavoro? mai pensato al nord?

asili nido? e a che servono i nonni?

ma non sarebbe più logico adeguare prima i servizi e condizioni di vita del sud agli standard del nord e POI- a parità di condizioni – se la vita continua a essere meno cara pensare a ridurre gli stipendi?

nessuno gliele dice ‘ste cose?!

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gabbie salariali/1

10 agosto 2009

e Parlamento spostato al Nord, cela va sans dire

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senza vergogna

17 luglio 2009

…chi si lamenta che a Bruxelles prende poco, chi che gli tolgono i vantaggi pur non essendo più al senato da anni…

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traffic jam

26 giugno 2009

ma guarda in che razza di ingorgo uno si trova il venerdi pomeriggio nell’amena campagna…tutti in fuga per il weekend!

traffic jam

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si certo

20 giugno 2009

anche il fidanzato.  Credo. Per quel che ne so. 

Ma la memoria inizia a dare segni di cedimento, mannaggia. 

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come mi manca

20 giugno 2009

Roma, dico.

E il lavoro.

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