«Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi, di adempiere ai doveri del mio uffici nell’interesse dell’amministrazione per il pubblico bene».

 

Questo giuramento toccherà ai futuri dipendenti pubblici.

Non vale per i ministri della Repubblica, cela va sans dire.

Poi cosa c’entri con la finanziaria e la semplificazione, non è dato di sapere

Inizia a temere che non gli rinnovino il contratto anche lui, eh?!

Povero Giulietto

E così eccomi sistemata nella città delle scale. E degli ascensori. E delle salite, cela va sans dire.

Un altro trasloco, meno melodrammatico dell’ultimo, devo ammettere, una nuova città. Una nuova vita.

Ma certo come inizio…

arrivo nella città delle scale (ascensori ecc). Alle sei di mattina, una notte in pullman. Che bei momenti. Mi sistemo su una panca della stazione, in attesa che si facciano le dieci e mezza. Alle undici ho appuntamento per prendere le chiavi della nuova casa. Eh si, organizzazione impeccabile, mi danno un’altissima formazione e mi trovano pure la casa. Accidenti.

Però poi

Alle dieci e venti squilla il telefono. Oddio, chi sarà mai? Anonimo…penso il fidanzato (ma che non si dica in giro) voglia farmi un salutino mattutino nella nuova città. Macché. Invece è un giovane uomo, ben più giovane del fidanzato (ma che non si dica), e con uno spiccato accento della città delle scale (ascensori blablabla). C’è stato un imprevisto, spostiamo l’appuntamento in una grande piazza. Vabbe’, sono cose che capitano. Incontro le mie coinquiline, arriva il giovane uomo e…la casa non c’è più! Puf! Andata! Sparita! Affittata a qualcuno altro. Ma non mi avevano messo una fretta frettolosissima perché confermassi il minuto prima che mi chiamassero?

E così passiamo la prima mattinata dell’altissima formazione a guardare improbabili stanze in affitto, facendo su e giù per la città delle scale (…). Il pomeriggio iniziamo pure l’altissima formazione. Senzatetto ma istruite, eh. In un battibaleno siamo diventate i casi umani della classe. Tutti che ci vogliono adottare come trovatelli. O cuccioli, non so.

Alla fine finiamo all’ostello per la gioventù (sic!). In cima alla città delle scale. A questa veneranda età, poi.

Bene, ho capito perché non ho mai girato il mondo zaino in spalla dormendo dove capitava. Non sono tipo da ostello. Da B&B magari si. Da albergo semipulcioso, forse. Da capanna, anche. Da minimonolocale di otto metri quadri, pure. Ma da ostello no. Proprio no. Ognuno ha i suoi limiti.

E così proseguiamo l’altissima formazione conducendo una tripla vita: studiose metà giornata, giratrici di stanze in affitto l’altra metà, ostellanti di notte.

Ma alla fine abbiamo trovato un tetto. E pure un letto. Singolo. Senza nessuno al piano di sotto che si agita tutta la notte (ebbene si, camerata da otto letti e pure al piano di sopra del castello, che bei momenti).

E finalmente rieccomi qua a scrivere. Fingendo di appassionarmi all’altissima formazione, che, a dire la verità, nonostante il titolo altisonante non mi pare sappia essa-stessa-altissima-formazione dove voglia andare a parare.

Per intanto però ho qualcosa da fare per un anno o quasi.

Per intanto però ho pure di nuovo rimandato il viaggio dal fidanzato (…).

Per intanto però posso ricominciare a fare progetti, e non mi pare poco.

Per intanto però mi sono persa una marea di commenti sul nostro adorato presidente, ma almeno non sputtano l’Italia.

Oddio, mi sa che sto ricominciando…

Meno male, va.

e sono già successe parecchie cose brutte, oggi.

Non mi va di parlarne; volevo risollevare le sorti della giornata con un bel blog, e scopro che ha chiuso, per un po’ non ci sarà.

Lo si che quando la giornata inizia male ogni minimo disguido diventa una tragedia. Però…

Accidenti, non sono neanche le cinque.

Dall’intervista di Andrew Marr a Gordon Brown in diretta sulla BBC, ieri

“A lot of people in this country use prescription painkillers and pills to help them get through. Are you one of those people?”

“No [...] [but] I think people understand that you can do your job and you can work hard. It would be a terrible indictment of our political system if someone had this medical issue and they could not do the job.”

Non sembra difficile rispondere a delle domande, per quanto personali, se riguardano la capacità di governare un Paese, dopotutto.

Ma certo lui non si aspetta di restare al governo per sempre.

erano ronde!

bellissimo

Roma, accidenti.

Quassù nell’amena campagna le suore – se ci fossero – al massimo sarebbero vestite di grigio.

suore e carabinieri  a cavallo rosa shocking a Roma, che sarà mai?!

suore in rosa shocking a Roma, che sarà mai?!

(da Repubblica)

Suona minaccioso

“Abbiamo portato la moralita’ nella politica”

ma non avrà sbagliato persona?!

Sul serio.

Non sto scherzando.

Se raccolgono adesioni per sostenere la candidatura del miglior presidente del consiglio degli ultimi 150 anni (si certo, mi hanno spiegato che ha letto la lista al contrario, ma vallo a spiegare a quelli che l’hanno sentito dalla sua propria voce originale), allora, miei cari, potete anche iniziare a raccogliere adesioni per sostenere la mia candidatura al premio Nobel per la Letteratura.

Quando è comparsa la notizia – era fine aprile, credo – pensavo a un pesce d’aprile tardivo. Che so, sfruttiamo l’effetto sorpresa. Anche il sito* sembrava una bufala. O forse mi sembrava una bufala perché non volevo crederci. Pensandoci bene, probabilmente è così.

Un uomo che ha saputo coniugare, con la sua vita, le sue opere ed azioni, il pensiero liberale di Milton Friedman, l´umanesimo economico di Wilhelm Röepke, l´aspirazione di Muhammad Yunus a creare un sistema capitalista inclusivo e non esclusivo“.


Ma con queste premesse  non sarebbe stato meglio candidarlo al Nobel per l’Economia?!

Considerazioni sull’opportunità di cambiare categoria a parte, davvero non capisco la ratio dietro questa operazione. O meglio.

Sicuramente c’è, ma da quello che leggo nelle spiegazioni ufficiali del comitato promotore non la vedo. Non vedo una ragione per cui dovrebbero prendere in considerazione questa candidatura. Una ragione valida, intendo.

Dicono per la Georgia, per la Libia, per le missioni di pace all’estero, perché non è mai andato a un italiano (sic!).

Al momento eliminerei il riferimento alle missioni di pace. Va bene l’adorazione smodata, ma qualche conseguenza negativa mi pare ci sia, e che sia sotto gli occhi di tutti, adesso.  Stanno creando un po’ di maretta nella solida coalizione, addirittura.

Magari anche la Libia non è un argomento da sbandierare troppo. A parte il consenso dell’amichetto suo, quello che faceva lezioni di democrazia, non mi pare che abbiano raggiunto un accordo poi tanto equo. E vantaggioso. Per le popolazioni, intendo, non per i pochi che ci guadagneranno, su una sponda e sull’altra. Ottimi rapporti con Gheddafi non è una cosa che scriverei sul mio Curriculum, per dire. Ecco perché non sono il Presidente del Consiglio (?).

E per come tratta i disoccupati che farebbero meglio a trovarsi “qualcosa da fare”? curnuti e mazziati dicono quassù nell’amena campagna. E quaggiù al Sud.

Mi ha fatto molto pensare ieri sera l’intervista di Daria Bignardi a Roberto Saviano. Al di là dell’opportunità o di andare in giro per il mondo a esportare la democrazia – e imporla, se necessario – sono in maggioranza ragazzi del Sud, presumibilmente ragazzi che si sono “trovati qualcosa da fare” per non restare disoccupati, a partire per queste missioni. E a morire, if  need be. Non c’entra forse niente col Nobel per la Pace, però…

E per come tratta quei cattivissimi clandestini che vogliono invaderci attraccando coi gommoni? diciannove anni dopo il Nobel all’UNHCR…

per i toni concilianti con cui si rivolge alla stampa? o per come risponde alle domande della stampa? o per il trattamento che riserva alla stampa che dovrebbe essere amica ma invece critica?

per il rispetto che dimostra ai suoi oppositori? o anche ai suoi alleati?

Non parlo di come considera e tratta le donne, sarebbe come sparare sulla Croce Rossa. E troppo umiliante, anche.

Se questo è un uomo che merita il Nobel per la Pace, o che la sua candidatura venga anche solo presa in considerazione, allora iniziate a raccogliere firme per la mia candidatura al Nobel per la Letteratura.

Meritatissimo.

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